la ragazza della porta accanto
Era il 2001.
George W. Bush era appena diventato presidente degli Stati Uniti, cominciava l’epidemia di Mucca Pazza, nasceva Wikipedia, una sentenza condannava Napster, il subcomandante Marcos arrivava a Città del Messico a capo di un gruppo di indios, i Buddha di Bamiyan venivano presi a cannonate, Elisa vinceva Sanremo, Luttazzi veniva cacciato dalla Rai per un’intervista a Marco Travaglio, la stazione spaziale Mir si disintegrava nell’atmosfera terrestre dopo 15 anni di servizio, Milingo sposava Maria Sung, il principe ereditario del Nepal sterminava i suoi familiari, nasceva il secondo governo Berlusconi, crollavano le Torri Gemelle, negli Stati Uniti partivano lettere all’antrace, gli USA invadevano l’Afghanistan, morivano Gianluigi Bonelli, Gregory Corso, Iannis Xenakis, Jay Jay Johnson, Piero Umiliani, Balthus, Charles Trenet, Turi Ferro, Perry Como, Renato Carosone, Alberto Korda, Anthony Quinn, John Lee Hooker, Lalla Romano, Jack Lemmon, Joe Henderson, Toni Pagot, Carlo Bo, Indro Montanelli, Jorge Amado, Gianfranco Miglio, Ferruccio Amendola, Aldo Capitanio, Ernst Gombrich, Tommy Flanagan, Norman Granz, George Harrison, Léopold Sédar Senghor, i Radiohead pubblicavano Amnesiac, Valeria Rossi Tre parole, esordivano (e scomparivano) le Lollipop e Las Ketchup, si scioglievano le Spice Girls.
E il web impazziva per Tawnee Stone.
Secondo la biografia diffusa in rete, Tawnee aveva 19 anni, risultava nata in Texas, iscritta a una fantomatica Lightspeed University in cui faceva la cheerleader, aveva una sorella di nome Tori.
Tutto falso, ovviamente.
Però questa ragazzina non particolarmente bella, non particolarmente sexy, che faceva foto softcore e al massimo arrivava a fare qualche servizio lesbico con bacetti, palpate di tette e leccate di fica (video porno ne fece un paio più tardi, e non sono nemmeno granché) fece furore.
E fece innamorare anche me, che a quel tempo iniziavo a usare internet e la scoprii su un sito dove le sue foto venivano fatte passare per “amatoriali” e inviate direttamente a loro, pensa te.
Tawnee aveva la fica completamente depilata, Continua a leggere…
la bellezza non è tutto
C. non mi aveva mai ispirato molto, dal punto di vista sessuale. Di viso è brutta, c’è poco da discutere. E di fisico: bel paio di tette, culo non male, ma il resto senza forma. Sciatta, perdipiù. E stupida (non ci posso far niente, a me una donna scema non mi attizza).
Però quella sera ero stanco, ero a casa sua a preparare insieme un esame, avevamo studiato fino a tardi e non mi andava affatto di attraversare mezza città, a piedi, di notte, in pieno inverno. Quando mi disse “resta a dormire qui”, feci un po’ di complimenti, tanto per far vedere, ma poi lei insistette, e anche la sorella che viveva con lei, e io cedetti abbastanza volentieri.
In fondo qualche sospetto lo avevo: certi sguardi, un certo modo di sporgere il seno quando mi stava vicina. E poi lo sapevo, era una che i ragazzi se li passava senza problemi. Fino a poche settimane prima era stata con un ragazzo nero, franco-africano, un pezzo di fustacchione che sembrava anche ben attrezzato.
Quando mi misi a letto, in canottiera e mutande, un po’ me lo aspettavo: e infatti non dovetti aspettare molto. Dopo neanche un quarto d”ora bussò, mi chiese se andava tutto bene. Aveva un baby-doll largo largo largo, e niente sotto. Mi si avvicinava piegandosi in avanti, e quelle due tettone oscillavano come campane a un palmo dalla mia faccia. Accavallava le gambe, e un po’ di pelo nero faceva capolino. Alla fine eravamo praticamente appiccicati, e fu lei a cedere per prima. Una mano sul cazzo, e poi direttamente il cazzo in bocca. Gran pompino, devo ammetterlo.
Insaziabile me lo immaginavo, ma non fino a quel punto. Dopo tre ore eravamo ancora lì, e alla fine mi diede anche il culo. Per me fu la prima volta, lo confesso, ma per lei, da come ci si divertì, non credo proprio. Mi addormentai all’alba, nella mia posizione preferita: con la faccia in mezzo alle sue tette.
La mattina, mentre facevamo colazione, la sorella ci guardava con aria complice. Non so perché, ma ho idea che quelle due insieme combinassero molto più di quando ammettevano. Peccato che a quell’epoca stesse con un mio amico, sennò un pensierino anche sulla sorellina ce l’avrei fatto.
Con C. ci vedemmo un altro paio di volte, tutte ottime scopate. Riuscii anche a convincerla a farsi scattare qualche foto, quelle che accompagnano questo post (perdonerete se censuro la faccia, ma vi assicuro che non perdete niente: l’essenziale si vede).
Poi ci perdemmo di vista. Ho saputo che è sposata, che vive all’estero, e credo abbia persino un bambino.
Ma se capitasse me la rifarei, eccome.
Brutta o non brutta, scopava da dio.
estate

L’estate, il supplizio di Tantalo. Tutta la carne femminile, tenuta nascosta nel lungo inverno, all’improvviso esce allo scoperto.
E non parliamo delle spiagge, per carità del cielo. Ma le città…
Non si possono fare due passi senza incontrare cosce nude, chiappe strizzate in minuscoli short, tette che ballano nelle scollature imperlate di sudore. E i piedini: per mesi erano stati crudelmente costretti in scarpe e stivali, ora si mostrano ovunque, decine, centinaia di piedi, ognuno a suo modo bello.
E se si è fortunati, si può fare l’incontro che illumina l’intera giornata: un’ascella intatta, con il suo ciuffetto di peli umidi.
Ogni donna trova il modo di farsi desiderare. Anche le brutte hanno il loro pezzetto di carne appetitosa.
quanno ce vo’…

OK, ha quarant’anni. OK, è una collega di lavoro. OK, è sposata.
Però che bel culetto ha L., la segretaria del capo. Con quell’abitino intero color carta da zucchero, corto corto, che portava stamattina, che quando si alzava e sculettava per l’ufficio le sventolava tutta la gonna… E che chiappette sode: così alte che ci avresti potuto poggiare un bicchiere senza che cadesse; da farci riposare su la testa, come su un guanciale.
E per completare il panorama, un magnifico paio di cosce.
Dico io, già è estate, fa caldo, il sangue affluisce… Ma come si fa a lavorare in queste condizioni?
(auto)erotismo mattutino
Ultimo giorno di vacanza.
Esco alle 6 e 30 del mattino, raggiungo il mare.
La spiaggia è deserta. Mi spoglio e rimango a gambe larghe, con il sole sulle chiappe nude e la brezza marina sotto i testicoli.
Mi faccio una rapida sega e lascio che lo sperma si perda sulla sabbia.
sono circondato
Riunione in redazione.
A sinistra ho C., la caporedattrice. Non è bella: piccolina, un po’ troppo tondetta, la faccia dai lineamenti squadrati. Ed è anche la ragazza del capo. Però ha una camicetta scollata, da cui si vede tutta la curva di una mammella che finisce nel reggipetto. Quando si inclina indietro sulla sedia, si distingue chiaramente la punta del capezzolo; niente de che, tozzo, duro. Ma pur sempre un capezzolo. Sogno di attaccarci la bocca, di proseguire la riunione così.
Di fronte ho P., la grafica. Troppo magra e ossuta per i miei gusti, ma oggi indossa un vestito intero, con la gonna larga da cui spunta un magnifico paio di gambe che terminano in due splendidi piedini, candidi, lunghi, affusolati, avvolti in sandali bianchi a tacco alto con le cinghie che arrivano a stringere il polpaccio. Sogno di essere calpestato da quei sandali, a lungo, con forza.
A destra, in fondo alla sala, c’è E., la photo editor. Lei l’ho sempre trovata carina, così piccola e mora e polposa, però oggi indossa scarpe aperte, con le suole bassissime e un sottile laccetto di cuoio, quasi invisibile. Sembra scalza, e anche i piedini sono bruni, carnosi, tutti da tenere in bocca.
Non ascolto niente della riunione. Riesco, per fortuna, a coprire l’erezione poggiando sull’inguine il giornale, come se lo stessi esaminando con molta attenzione.
ou sont les bites d’antan?
Ma che fine avrà fatto quel ragazzo che in palestra uscì tutto bagnato dalla doccia e aprì l’asciugamano, mostrando un corpo nudo, interamente glabro tranne un adorabile ciuffetto di peli ricci e roridi attorno al cazzo, e io ci avrei volentieri affondato la faccia in quei peli, non fosse stato che il ragazzo era palesemente, tragicamente minorenne?
camping
In tenda. Sono disteso nudo sul sacco a pelo.
Anche E. è nuda, china a farmi un pompino. Le scosto i capelli che coprono il viso (mi piace guardarla mentre succhia). Intanto le accarezzo una natica e le passo un dito tra la fica e il buco del culo.
Quel buco è la mia passione. E’ il più morbido che abbia mai toccato: sembra di toccare una bocca. Mi ingoia il dito e poi lo lascia andare.
Mentre penso se venirle in bocca o rigirarla sulla schiena per scoparla, E. comincia a fare una cosa che mi fa impazzire: rapidi risucchi seguiti da colpi di lingua. Non so come faccia, ma mi dà l’impressione che la sua lingua avvolga tutto il mio cazzo percorrendolo dalla base alla punta.
“Questa donna è un’artista”, penso, e mentre lo penso vengo.
E. ingoia tutto quel che ha in bocca, poi raccoglie diligentemente qualche goccia che le è schizzata sul viso. Solo allora alza gli occhi e mi guarda. Sorride, poi si avvicina facendomi strisciare le poppe lungo tutto il corpo. Mi bacia con la bocca che sa di sperma.
Per ringraziarla, la lecco a lungo, cercando con il dito quel punto che la fa urlare. Anche lei mi viene in bocca, con un gemito soffocato. Rimango a lungo appoggiato alla sua fica, per gustarla fino in fondo.
che cosa (non) faccio, chi (non) sono
Sono un uomo. Mi piacciono le donne. E anche gli uomini.
Gli uomini, mi piace guardarli e basta, però mi piace. Mai andato a letto con un uomo, e non ho intenzione di farlo. Però un bel cazzo lo guardo volentieri.
Non do appuntamenti, né contatti di nessun tipo, non scambio foto né file. Chi vuol commentare è libero di farlo.
Saranno accettati tutti i commenti, tranne quelli razzisti o gratuitamente offensivi, verso me o verso chiunque altro.
Pubblicherò testi, forse foto, forse filmati. Tutti di pubblico dominio. Forse anche nudi. Ma niente di illegale.
Insomma, se volete continuare, siete avvertiti.
Buona lettura.
che cosa faccio, chi sono
Chi sono? Tadzio.
Tadzio è l’adolescente di cui si innamora il professor von Aschenbach ne “La morte a Venezia”.
Tadzio è l’eros: innocenza e distruzione, femminile e maschile, corpo e anima.
Di questo parlerò in questo blog. Di eros. Di sesso. Se volete, di pornografia, ditelo pure.
Ma ricordate: l’organo sessuale più potente è il cervello.
