restless sleep, again
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happy new year
Il primo saluto al 2012 è stata, all’alba del nuovo giorno, la mano di Elena che mi afferrava il cazzo. Una sega fatta con foga, con passione, senza alcuno stimolo da parte mia: e proprio da lei, sempre così ritrosa.
Allora le ho proposto un sessantanove, ma non nel modo solito (con me sotto: che pure mi piace, non c’è spettacolo più bello di una vagina spalancata che mi sovrasta dall’alto), ma con lei supina e me sopra. Ha accettato senza esitazioni, lasciando che le fottessi la bocca, mentre affondavo la faccia tra le sue gambe già umide.
Il suo bacio che sapeva di cazzo, misto al mio che sapeva di fica, è stato il secondo saluto al 2012.
Non mi dilungo su quel che è seguito, ma solo sul terzo saluto: le sue dita che, mentre già sono dentro, mi afferrano la base dell’uccello, coglioni compresi, e me la massaggiano con vigore.
Il quarto – e ultimo – saluto è stato, molto più tardi, il sapore di sperma che rendeva irresistibili le sue labbra.
before and after
Ma quanto diventa bella una donna, quando fa l’amore?
Una donna, dico: non una qualche pornostar siliconata, depilata e mugolante. Una donna, una di quelle che magari non ti gireresti a guardare, una con le tette piatte, o con le maniglie sui fianchi, o con il seno un po’ cascante, struccata o con gli occhiali da vista, una senza minigonne e scollature.
Insomma, una donna.
Quanto diventa bella quando è nuda e sta godendo?
Incrociandole per strada, mi piace pensare che ognuna di loro ha una fica, e che magari tra qualche ora starà in un letto a scopare. Ecco, forse non sarà così: però io glielo auguro.
Mi piace pensare che ci sia una corrente di felicità e di orgasmi che percorre il mondo, in qualunque momento.













